Mario Portalupi

Da quel che si vede Paola Mayer Pozzi è pittrice che dà tutta la sua attività al paesaggio e all'interpretazione di fiori.
Questi, o son visti da vicino come ci si chinasse sopra, o son visti in vasi dai quali escono alti reggendo trionfalmente le corolle a semisfera, lievi come piumini da cipria, rosee o azzurre pallide.

Si tratta di quelle mezze tinte - a spiegarmi - per ottenere le quali opera più la sensibilità personale… che il pennello.
Il paesaggio è pure dipinto sui mezzi toni grigi, difficile da conseguire pittoricamente, così, nella loro leggerezza quasi vaporosa.
È chiaro che dipingendo Paola Mayer Pozzi per arie tonalmente "umide", parrebbe rifiatanti alla guisa dei campi lombardi d'autunno, il suo paesaggio di spiagge nordiche, di dossi montani magari nevosi non può non essere lieve: talora trasognato, talora vagamente spettrale. Comunque gentile, mai affannato.

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