Vincenzo Castelli

Nelle opere di Paola Mayer Pozzi vanno ammirati quei tocchi di colore che presi separatamente sembravano quasi sconnessi e slegati, pur senza avere il significato di un freddo virtuosismo, sono invece nel contesto della sua paesaggistica, puntualizzati in un loro insieme per creare uno stile personalissimo e indimenticabile, proprio perché formano un insieme di luce e colore.


Il colore è lucente e nel contempo sufficientemente delicato, fino a diventare languido in certi tramonti smorzati da una atmosfera fredda ed annebbiata. La pittrice non indulge, nella sua pittura compendiarla, alla precisione del disegno per dare di più al colore ed al gioco delle luci e delle ombre. Non cercheremo mai nei suoi quadri lo scatto dinamico o la ricerca di effetto, ma ciò che l'artista vuole che siano: modo reale si sentire, di una realtà umile e pratica.

Nei paesaggi della Mayer va ricercato il suo stato d'animo che compensa la relativa povertà dei temi, ed è qui che la sua arte rispecchia quella idealizzazione del vero attraverso la "coscienza mistica" che è la componente prima della sua ricerca.

In ultima analisi è da convenire che le opere della brava pittrice non sono una interpretazione oggettiva della realtà, ma un modo esclusivamente soggettivo che vuole sovrapporsi a quello reale per imporsi con forza all'osservatore.

You are here